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70 anni ...Buon Compleanno, Repubblica!

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23 maggio 24 anni fa...

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Non può passare sotto silenzio la giornata in cui, 24 anni fa, veniva ucciso Giovanni Falcone con Francesca Morvillo e la sua scorta.

Tra gli spazi aperti alla collaborazione, del nostro Comprensivo c'è un sito didattico, al quale chiunque (ragazzi e docenti) può collaborare. Eppure è silenzioso, se ne sta lì in attesa di essere letto, ma soprattutto abitato.

Come ogni anno proviamo a suggerire qualcosa:

Le farfalle non muoiono in cielo di Barbara Schiavulli

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Quanti ragazzi ascoltano il telegiornale? Pochi. 

Quanti leggono il giornale? Ancora di meno, se si escludono quelli sportivi, nonostante siano tutti connessi, sempre e comunque. 

schiavulliPoi con la voce e qualche immagine proiettata sullo schermo della sala teatro, la guerra anzi le guerre (più o meno dimenticate) irrompono nella nostra quotidianità.
La voce di Barbara è pacata ma al tempo stesso viva. Racconta le sue esperienze di reporter come chi la guerra l'ha vissuta: polvere, eroismo, dolore e caso. La sua speranza è che il suo racconto possa affascinare e al tempo stesso terrificare, aiutare a capire il nostro presente, a scegliere.
 
Io li guardo da dietro questi nostri ragazzi, pronti ad applaudire sull'onda delle parole, per un disegno fatto dal compagno, per l'amica che sbaglia una parola per l'emozione. Li sento ogni tanto catturati da un aneddoto. Poi di nuovo distratti, a cercare con gli occhi e con la voce l'amico, la ragazza, a parlare di nascosto un po'. Penso a quanto sia lontano questo posto da quello dove si tatuano il nome e numero di telefono sul braccio perchè almeno qualcuno possa avvertire la famiglia in caso di rapimento o morte. 
Penso a quanto lontane/vicine sono le ragazze qui, in questa stanza, da quelle che sfidano i talebani che cercano di tenerle lontane da scuola bruciando con l'acido le loro mani e le loro braccia.
Penso alla sfida delle scuole nascoste, perchè la scuola è la vera arma contro la guerra (questo lo ha detto Barbara, rispondendo alla domanda: come si fa per sconfiggere la guerra?). 
Seguo lo sciopero del fratello musicista che non suona più perchè sua sorella non può cantare; il pop registrato nelle cantine, "stampato" in Germania e poi venduto al mercato nero e sento anch'io l'orchestra che da dieci anni prova ma non si può esibire. La scelta di chi decide di restare?  Mi dico che è già un privilegio poterlo fare, avere un sogno, la voglia di resistere, di rispondere alle bombe con la forza di Mozart o del violoncello per strada nel luogo degli attentati.
La lezione di geografia conduce dalle montagne dell'Afganistan all'Irak, Iran e poi allo Yemen (ma lo sapete dov'è lo Yemen che i libri liquidano in un mezzo paragrafo?). Le rotte dei migranti si perdono prima di arrivare al mare (la vedi la foto del padre che spera ancora che il figlio, mandato in Europa, sia arrivato? anche lui non si arrende). Le vedi le strade polverose dove si aprono le mine? Chi le produce le mine? Chi colpiscono? La sai la storia dell' atleta che voleva nuotare alle Olimpiadi e poi ha incontrato una mina? E le ragazze della squadra di rugby o di boxe con il loro velo? e le donne che a Kabul vanno in palestra dalle 5 alle 7 del mattino? Anche lo sport è un'arma potente e pericolosa.
Non sento la distrazione dei ragazzi quando la fine della giornata scolastica si avvicina; molti di loro guardano l'orologio, si inseguono con gli sguardi in attesa del via libera; io sto con quelli che ascoltano... come cambiano i kamikaze, come si "programmano" gli attentati per essere più efficaci, come si rapiscono i bambini o gli adulti o i giornalisti per guadagnare di più... 
Poi restano solo i ragazzi della sesta ora. Le ultime storie, per prendere appuntamento ancora una volta. Ci ritroveremo il prossimo anno, con un nuovo libro di Barbara, Bulletproof Diaries Storie di una giornalista di guerra, una grafic novel disegnata da Emilio Lecce, per parlare della verità, della manipolazione delle notizie.
Nei prossimi giorni ne parleremo ancora in classe, magari riusciremo a seguire Radio Bullets.
"A tredici anni quando le mie compagne di scuola volevano fare le maestre, le dottoresse o le ballerine, io volevo fare la giornalista di guerra. Volevo denunciare la violenza, i soprusi, le ingiustizie. Non so come questo pensiero potesse attraversare una tredicenne, ma ero perfettamente conscia del fatto che questo sarebbe stato il mio ruolo nel mondo. E la mia guerra. Lo è ancora oggi trent’anni dopo quando con Alessia Cerantola, collega prima e amica dopo ci siamo lanciate nel progetto di Radio Bullets"

Arte: Mastroianni in mostra

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è passato tanto tempo ormai dalla visita alla mostra del maestro Mastroianni alla Villa Comunale ma è necessario lasciare una piccola traccia: tre immagini per raccontare quello che la mostra ha prodotto nelle giovani menti dei nostri ragazzi.

Schermata 2016 05 04 alle 21.41.14

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Schermata 2016 05 04 alle 21.41.58

buon compleanno!

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"Nessuno aveva consapevolezza dell'importanza del momento, quando mandammo il comunicato stampa non ci fu giornale che pubblicò la notizia"

tra il 29 e 30 Aprile l’Italia festeggia il 30° anniversario della prima connessione in Rete. 

Nello spirito della rete, segnaliamo alcune risorse utili per raccontare, riflettere, discutere  e come sempre dedichiamo il nostro banner all'evento. 

http://www.chefuturo.it/2016/04/italian-internet-day-login-cnr/

Il Miur (qui la circolare) invita a partecipare a diversi eventi creati per l’Internet Day e al concorso #internetdayatschool. QUI un riepilogo di informazioni.

Intervista a Stefano Trumpy, responsabile della introduzione dell'Internet in Italia come direttore (dal 1983 al 1996) dell'Istituto CNUCE del CNR insieme allo scienziato Luciano Lenzini, il programmatore Antonio Blasco Bonito, il prof. Orio Carlini.

Un interessante articolo di Mario Pireddu del Laboratorio di tecnologie audiovisive.