Codice disciplinare

Prot. n. 5378 del 25 settembre 2013
A tutto il Personale
Oggetto: Comunicazioni e adempimenti vari.
Orari di ricevimento del Dirigente Scolastico e della Segreteria
Va controllata la presenza all'ingresso delle sedi dell'avviso in cui si comunica ai genitori e al pubblico in generale che il Dirigente riceve nella sede di via Mastruccia, il martedì, il giovedì e il sabato mattina, dalle ore 10,00 alle ore 12,00; tutti gli altri giorni, in caso di accertata necessità, riceve solo per appuntamento. La Segreteria è aperta tutte le mattine dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e i pomeriggi, dal lunedì al venerdì, dalle ore 15,00 alle ore 16,00. Considerata questa ampia disponibilità, negli altri orari si prega vivamente di non interrompere il restante lavoro d'ufficio.
Chiedo alle Fiduciarie e a tutto il Personale di sollecitare genitori e familiari ad attenersi a tali orari, più ampi di quelli concessi da altri Uffici, poiché per motivi di buon funzionamento, ma anche di riservatezza, non è possibile ricevere ad orario intero, impedendo al Personale di Segreteria di svolgere con la dovuta tranquillità il proprio lavoro, compreso quello richiesto dagli stessi utenti. Il Personale interno può continuare ad accedere in Segreteria anche al di fuori degli orari su menzionati, tenendo però sempre conto delle stesse esigenze di buon funzionamento degli Uffici.
Autorizzazione all'esercizio della libera professione
"L'autorizzazione all'esercizio della libera professione ai sensi del sesto comma dell'art. 92 del D.P.R. 417/1974 non va concessa a tempo indeterminato e senza bisogno di rinnovo annuale, comportando essa un giudizio di compatibilità tra insegnamento e attività libero professionale che non può essere formulato in astratto e una tantum, ma in concreto nell'ambito di ogni singolo anno scolastico..." (C.G.A.R.S., 1° luglio 1993, n. 239)
Invito pertanto gli interessati a presentare la richiesta di autorizzazione in Segreteria, dichiarando di ... essere a conoscenza dell'art. 508, del D.L.vo n 297/94 ed in particolare di sapere che l'autorizzazione richiesta è subordinata alla condizione che l'esercizio della libera professione non sia di pregiudizio all'assolvimento di tutte le attività inerenti la funzione di docente e sia compatibile con l'orario di insegnamento e di servizio e che essa è inoltre revocabile in conseguenza delle modifiche di tale presupposto.
Codice disciplinare
Il Codice disciplinare di cui all'art. 91 e segg. del C.C.N.L. Scuola, firmato il 29 novembre 2007, è stato pubblicato all'Albo delle Sedi di questo Istituto in allegato alla circolare interna prot. n. 2564 del g. 1-12-2012. Si consulti, inoltre, sul sito la nuova versione del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, emanata con apposito D.P.R. ed entrata in vigore il 19 giugno 2013,
Comunicazioni interne
Le Fiduciarie, con l'ausilio dei Collaboratori scol.ci, faranno visionare e firmare p.p.v. sugli appositi elenchi distinti per plesso - al Personale indicato nelle stesse - le comunicazioni della Presidenza, da intendere - in tutti i casi in cui disciplinano la vita e l'organizzazione della Scuola - come "ordini di servizio". Sempre più spesso si farà ricorso, in sintonia con quanto da tempo fanno Miur e Uffici scolastici regionali e provinciali nei confronti delle Scuole e dei loro utenti in generale, alla comunicazione informatica, usando il sito della scuola e gli indirizzi mail forniti a tutto il Personale Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Prot. n. 2564 del g. 1° dicembre 2012
Ai Docenti di Scuola Infanzia
Ai Docenti di Scuola Primaria
Ai Docenti di Scuola Secondaria
Al Personale a.t.a.
Allegati cartacei nelle sedi e in versione integrale sul sito web
Oggetto: Assetto normativo in materia disciplinare e relativo Codice disciplinare.
Il Miur emanò il g. 8 novembre 2010 la circolare n. 88, contenente Indicazioni e istruzioni per l'applicazione al personale della scuola delle nuove norme in materia disciplinare introdotte dal decreto l.vo 27 ottobre 2009, n. 150.
La stessa Amm.ne centrale aggiunse a tale circolare una serie di tabelle, ricordando che il testo integrale era (ed è) reperibile sui siti istituzionali e scolastici in genere.
Visti gli obblighi di informazione che incombono sul sottoscritto, ai sensi del D.Lvo. n. 165/2001, art. 25, citato in detta circolare e visti sia il D.P.R. n. 275/1999 che l'art. 95, c. 9 del C.C.N.L. del comparto Scuola, si dispone con la presente circolare interna che il Codice disciplinare di cui all'art. 91 e segg. del vigente Contratto Scuola sia pubblicato all'Albo delle Sedi di questo Istituto, unitamente agli estratti di maggior rilevanza delle suddette tabelle ex C.M. n. 88/2010. Inoltre, si rivolge l'invito a tutto il Personale ad attenersi e mettere in atto il Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni (allegato 2 al C.C.N.L. del 29-11-2007), anch'esso da affiggere, se non presente per precedenti disposizioni in merito, all'Albo delle Sedi.
Chiedo alle Fiduciarie di tutti i plessi di verificare cortesemente la reale disponibilità dei documenti su richiamati (che sono, ripeto: Codice disciplinare, Codice di comportamento e n. 4 tabelle allegate alla C.M. n. 88/2010) all'Albo o comunque alla visione e consultazione del Personale, richiedendo in Segreteria le copie di quanto non risultasse più leggibile o presente.
Tutta la documentazione cui ci si riferisce viene allegata in versione integrale alla presente comunicazione, che viene pubblicata nella specifica sezione del sito.
Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297
Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado (s.o. G.U. n. 115 del 19/5/1994)
CAPO IV - Disciplina
Sezione I - Sanzioni disciplinari
Art. 492 - Sanzioni
(modificato dal DL 28 agosto 1995 n. 361, convertito con modificazioni dalla legge 27 ottobre 1995 n. 437)
1. Fino al riordinamento degli organi collegiali, le sanzioni disciplinari e le relative procedure di irrogazione sono regolate, per il personale direttivo e docente, dal presente articolo e dagli articoli seguenti.
2. Al personale predetto, nel caso di violazione dei propri doveri, possono essere inflitte le seguenti sanzioni disciplinari:
a) la censura;
b) la sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio fino a un mese;
c) la sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio da oltre un mese a sei mesi;
d) la sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio per un periodo di sei mesi e l'utilizzazione, trascorso il tempo di sospensione, per lo svolgimento di compiti diversi da quelli inerenti alla funzione docente o direttiva;
e) la destituzione.
3. Per il personale docente il primo grado di sanzione disciplinare è costituito dall'avvertimento scritto, consistente nel richiamo all'osservanza dei propri doveri.
Art. 493 - Censura
1. La censura consiste in una dichiarazione di biasimo scritta e motivata, che viene inflitta per mancanze non gravi riguardanti i doveri inerenti alla funzione docente o i doveri di ufficio.
Art. 494 - Sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio fino a un mese
1. La sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio consiste nel divieto di esercitare la funzione docente o direttiva, con la perdita del trattamento economico ordinario, salvo quanto disposto dall'articolo 497. La sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio fino a un mese viene inflitta:
a) per atti non conformi alle responsabilità, ai doveri e alla correttezza inerenti alla funzione o per gravi negligenze in servizio;
b) per violazione del segreto d'ufficio inerente ad atti o attività non soggetti a pubblicità;
c) per avere omesso di compiere gli atti dovuti in relazione ai doveri di vigilanza.
Art. 495 - Sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio da oltre un mese a sei mesi
1. La sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio da oltre un mese a sei mesi è inflitta:
a) nei casi previsti dall'articolo 494 qualora le infrazioni abbiano carattere di particolare gravità;
b) per uso dell'impiego ai fini di interesse personale;
c) per atti in violazione dei propri doveri che pregiudichino il regolare funzionamento della scuola e per concorso negli stessi atti;
d) per abuso di autorità.
Art. 496 - Sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio per un periodo di sei mesi e utilizzazione in compiti diversi
1. La sanzione della sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio per un periodo di sei mesi e l'utilizzazione, dopo che sia trascorso il tempo di sospensione, nello svolgimento di compiti diversi da quelli inerenti alla funzione docente o a quella direttiva connessa al rapporto educativo, è inflitta per il compimento di uno o più atti di particolare gravità integranti reati puniti con pena detentiva non inferiore nel massimo a tre anni, per i quali sia stata pronunciata sentenza irrevocabile di condanna ovvero sentenza di condanna nel giudizio di primo grado confermata in grado di appello, e in ogni altro caso in cui sia stata inflitta la pena accessoria dell'interdizione temporanea dai pubblici uffici o della sospensione dall'esercizio della potestà dei genitori. In ogni caso gli atti per i quali è inflitta la sanzione devono essere non conformi ai doveri specifici inerenti alla funzione e denotare l'incompatibilità del soggetto a svolgere i compiti del proprio ufficio nell'esplicazione del rapporto educativo.
2. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione sono disposti i compiti diversi, di corrispondente
qualifica funzionale, presso l'Amministrazione centrale o gli uffici scolastici regionali e provinciali, ai quali è assegnato il personale che ha riportato detta sanzione.
3. In corrispondenza del numero delle unità di personale utilizzate in compiti diversi ai sensi del presente articolo, sono lasciati vacanti altrettanti posti nel contingente previsto dall'articolo 456 comma 1.
Art. 497 - Effetti della sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio
1. La sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio di cui all'articolo 494 comporta il ritardo di un anno nell'attribuzione dell'aumento periodico dello stipendio.
2. La sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio di cui all'articolo 495, se non superiore a tre mesi, comporta il ritardo di due anni nell'aumento periodico dello stipendio; tale ritardo e elevato a tre anni se la sospensione è superiore a tre mesi.
3. Il ritardo di cui ai commi 1 e 2 ha luogo a decorrere dalla data in cui verrebbe a scadere il primo aumento successivo alla punizione inflitta.
4. Per un biennio dalla data in cui è irrogata la sospensione da uno a tre mesi o per un triennio, se la sospensione è superiore a tre mesi, il personale direttivo e docente non può ottenere il passaggio anticipato a classi superiori di stipendio; non può altresì partecipare a concorsi per l'accesso a carriera superiore, ai quali va ammesso con riserva se è pendente ricorso avverso il provvedimento che ha inflitto la sanzione.
5. Il tempo di sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio è detratto dal computo dell'anzianità di carriera.
6. Il servizio prestato nell'anno non viene valutato ai fini della progressione economica e dell'anzianità
richiesta per l'ammissione ai concorsi direttivo e ispettivo nei confronti del personale che abbia riportato in quell'anno una sanzione disciplinare superiore alla censura, salvo i maggiori effetti della sanzione irrogata.
Art. 498 - Destituzione
1. La destituzione, che consiste nella cessazione dal rapporto d'impiego, è inflitta:
a) per atti che siano in grave contrasto con i doveri inerenti alla funzione;
b) per attività dolosa che abbia portato grave pregiudizio alla scuola, alla pubblica amministrazione, agli alunni, alle famiglie;
c) per illecito uso o distrazione dei beni della scuola o di somme amministrate o tenute in deposito, o per concorso negli stessi fatti o per tolleranza di tali atti commessi da altri operatori della medesima scuola o ufficio, sui quali, in relazione alla funzione, si abbiano compiti di vigilanza;
d) per gravi atti di inottemperanza a disposizioni legittime commessi pubblicamente nell'esercizio delle funzioni, o per concorso negli stessi;
e) per richieste o accettazione di compensi o benefici in relazione ad affari trattati per ragioni di servizio;
f) per gravi abusi di autorità.
Art. 499 - Recidiva
1. In caso di recidiva in una infrazione disciplinare della stessa specie di quella per cui sia stata inflitta la sanzione dell'avvertimento o della censura, va inflitta rispettivamente la sanzione immediatamente più grave di quella prevista per l'infrazione commessa. In caso di recidiva in una infrazione della tessa specie di quella per la quale sia stata inflitta la sanzione di cui alla lettera b), alla lettera c) o alla lettera d) del comma 2 dell'articolo 492, va inflitta, rispettivamente, la sanzione prevista per la infrazione commessa nella misura massima; nel caso in cui tale misura massima sia stata già irrogata, la sanzione prevista per l'infrazione commessa può essere aumentata sino a un terzo.
Art. 500 - Assegno alimentare
1. Nel periodo di sospensione dall'ufficio è concesso un assegno alimentare in misura pari alla metà dello stipendio, oltre agli assegni per carichi di famiglia.
2. La concessione dell'assegno alimentare va disposta dalla stessa autorità competente ad infliggere la sanzione.
Art. 501 - Riabilitazione
1. Trascorsi due anni dalla data dell'atto con cui fu inflitta la sanzione disciplinare, il dipendente che, a giudizio del comitato per la valutazione del servizio, abbia mantenuto condotta meritevole, può chiedere che siano resi nulli gli effetti della sanzione, esclusa ogni efficacia retroattiva.
2. Il termine di cui al comma 1 è fissato in cinque anni per il personale che ha riportato la sanzione di cui all'articolo 492, comma 2, lettera d).

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